Cascina di mezzo

Cascina di Mezzo

13 maggio 2014 Cascine, Le cascine del parco

Le cascine

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L’origine del termine è incerta, sembra probabile un confusione lessicale fra il latino Capsus (“luogo chiuso”) e Caseus (”formaggio”); un’altre etimologia potrebbe risalire al termine Capsia (”recinto per animali”) modificatosi poi in Capsina – Cassina – Cascina. Certo è il significato odierno, che in Lombardia e Piemonte “Cassina” indica il grande porticato destinato alla conservazione del fieno e della paglia e più generale, la dimora isolata in aperta campagna.

Per quanto concerne il significato storico-culturale, la cascina lombarda rappresenta anche un complesso fenomeno socio-economico singolare e univoco: nel nostro contesto la cascina diventa il luogo della grande azienda padana e ospita al suo interno un organismo produttivo, completo e autonomo da tutti i punti di vista, aziendale, sociale, architettonico e paesistico, luogo di attività e nucleo vitale; gli spazi al suo interno sono organizzati per ottimizzare i rapporti interno alla comunità della cascina.

Dal punto di vista ambientale, il complesso architettonico si compone in funzione del tipo di conduzione dei terreni agricoli in cui si colloca, registrando una netta divisione fra nord e sud Milano. A nord il basso valore agricolo della zona per la minor disponibilità d’acqua tende a far proliferare le industrie e in agricoltura prevale la piccola proprietà. Nel sud prettamente agricolo prevale la grande proprietà con appezzamenti accorpati a formare un fondo unico di circa 100 ha. Le cascine, quasi sempre monoaziendali, sono condotte da un unico proprietario o direttamente o per mezzo di un affittuario (il fattore) e si dispongono secondo due principali tipologie:

– a corte semiaperta, in cui la residenza padronale è nettamente separata dagli altri edifici e circondata da giardini ben curati;

– a corte multipla, in cui si inseriscono ambienti ed edifici destinati ad accogliere le risorse e i macchinari messi a disposizione dalla nuova tecnologia.

La cascina della bassa milanese nasce e si sviluppa in quella parte della pianura padana situata fra i fiumi Dora Baltea e Oglio, a sud della linea dei fontanili che segna il confine fra l’alta pianura asciutta a la bassa pianura irrigua. Questa terra, particolarmente ricca di argilla, è divenuta il materiale costruttivo prevalente nelle cascine, e le sabbie, di colore più o meno scuro, insieme ai pigmenti ricavati dai fiumi hanno dato vita al caratteristico colore dell’intonaco dei fabbricati, dando una continuità d’immagine fra natura e architettura, fra elemento naturale e artificiale, caratteristica del paesaggio agrario lombardo.

La cascina del Parco Agricolo Sud Milano ha la classica tipologia della bassa pianura irrigua: tutti i fabbricati sono riuniti intorno ad un cortile centrale dotato di servizi igenici comuni, pozzo, lavatoio e talvolta di forno e ghiacciaia. L’aia, cuore dell’azienda, è il luogo insieme di lavorazione, essicazione e distribuzione del raccolto prima del suo immagazzinaggio e assegnazione dei compiti ai salariati. La distribuzione planimetrica è a corte chiusa con due ingressi carrai. Il portone principale si apre sulla strada maestra, mentre l’ingresso secondario conduce agli appezzamenti. All’interno della corte spiccano quattro elementi: la casa padronale, le case dei salariati stabili, le stalle e i magazzini, le barchesse (porticato aperto per il fieno) e le rimesse per i carri.

La disposizione degli edifici risponde sempre ad una migliore organizzazione del lavoro e a precise necessità funzionali. Quando la produzione aziendale si apre alla coltura del riso, ai corpi di fabbrica preesistenti si aggiungono l’essicatoio e la pila.

Nella casa rurale cosiddetta unitaria, od anche italica, l’abitazione è posta spesso sopra la stalla, o giustapposta alla stalla. Nella cascina della “Bassa” lombarda gli edifici sono quasi sempre distinti. Tuttalpiù si può supporre che talora l’uomo si sia portato in stalla per lenire il freddo di qualche inverno particolarmente rigido, ma rimane comunque un evento sporadico.

I materiali costruttivi principalmente utilizzati nella composizione dei fabbricati sono laterizio e legno, le cui essenze autoctone (abete) cominciano ad apparire a partire dall’800.

Il Parco Agricolo Sud Milano conta sul suo territorio 550 cascine. Esse sono il risultato di una lenta evoluzione dell’attività produttiva, e segnano l’adattamento alle profonde trasformazioni dell’economia agraria, del clima, dell’ambiente, della storia, degli uomini. Un ingente valore storico e culturale per il territorio, che spesso non coincide con un valore economico.

Col passare del tempo, nell’area metropolitana milanese si è verificata una rapida e progressiva erosione di suolo agricolo, sia in termini qualitativi che quantitativi. Lo sviluppo metropolitano, dell’industria e dei servizi ha infatti letteralmente stravolto l’aspetto originario del sistema primario, per cui oggi è possibile riconoscere “l’antica vocazione” del territorio in questione nella presenza di una agricoltura particolarmente attiva.

Sul territorio del Parco delle Risaie sono attualmente presenti 23 cascine, con differenti destinazioni e in diversi stati di conservazione: 8 sono abitate, 5 sono produttive, mentre 10 sono in stato di abbandono.

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