4. Trattamenti e raccolta

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mappa_strada_del_risoLa coltivazione del riso: i trattamenti e la raccolta

TERZA  FASE: TRATTAMENTO
La preparazione dei campi e la semina sono seguite dalla 3a fase della coltivazione del riso: la piantina deve essere difesa dagli attacchi dei parassiti e dal proliferarsi di piante infestanti.
La tecnica più diffusa consiste nell’alternare cicli di sommersione (dannosi allo sviluppo di alcune infestanti) a cicli di asciutta (dannosi allo sviluppo di alcuni insetti).
Ma questo non basta: un tempo erano le mondine a fare la pulizia manuale delle risaie, mentre oggi ci si avvale della combinazione di sistemi meccanici, biologici e chimici.

Ora vi raccontiamo cosa è cambiato!

 

 

IERI:

monda manuale delle infestanti
= 350 ore per ettaro

OGGI:

trattamento chimico meccanizzato
= 20 min /ha

 

L’ALTRO IERI: LE MONDINE
monda manuale delle infestanti = 350 ore per ettaro

Fino a 50 anni fa le mondine rimuovevano le infestanti stando tutto il giorno in risaia con la schiena chinata
•    Lavoro manuale -> fatica e sudore
•    Tempi lunghi -> numerosa manodopera
•    Coltivazione secondo natura = basso impatto ambientale + qualità del prodotto

IERI: DISERBANTI E CONCIMI CHIMICI
trattamento chimico meccanizzato = 20 minuti per ettaro
Dal 1950 vengono utilizzati mezzi meccanici, concimi chimici e diserbanti (distribuiti prima e dopo la semina)

•    Mezzi motorizzati e prodotti chimici -> minor fatica
•    Tempi brevi -> poca manodopera
•    Forzatura della natura = alto impatto ambientale + prodotto di qualità inferiore

OGGI: TRATTAMENTI INTEGRATI
Si cerca di migliorare la qualità del riso riducendo l’uso di prodotti chimici. Ad esempio viene utilizzata la rotazione colturale, controllati i cicli di sommersione e asciutta, praticata la semina in asciutta: quest’ultima prevede che il riso venga seminato sotto terra, riducendo lo sviluppo di organismi acquatici dannosi.

•    Azienda convenzionale: impiego dei concimi minerali e reintegrazione nel terreno di tutti i residui colturali. -> Elevata qualità, produttività e competitività.
•    Azienda biologica: utilizzo di soli concimi e prodotti naturali (sovesci, pollina e fertilizzanti naturali). -> Ottima qualità, ma minore produttività e competitività.

 

 

QUARTA  FASE: RACCOLTA
L’ultima fase della coltivazione del riso consiste nella raccolta, che viene effettuata tra l’inizio di settembre e la fine di ottobre in funzione della varietà, dell’epoca di semina e dell’andamento climatico stagionale.
Oggi moderne mietitrebbiatrici tagliano il riso maturo (mietitura) e lo separano dalla paglia (trebbiatura), mentre i rimorchi lo portano agli essiccatoi.
Ieri la mietitura era eseguita con le falci: si ottenevano covoni che venivano lasciati essiccare al sole. La trebbiatura veniva fatta a mano battendo le spighe per terra o oppure facendole calpestare dagli zoccoli dei cavalli (si perdevano molti chicchi che venivano sbriciolati).

 

IERI:

raccolta manuale del riso
= 1000 ore per ettaro

OGGI:

mieti trebbiatura = 1 persona e 1 mietitrebbia
= 1 ora per ettaro (tradizionale), 20minuti per ettaro (stripper)

 

LE STOPPIE
A seconda del metodo di trebbiatura, le stoppie possono essere di due tipi: steli di altezza variabile dai quali è stata tagliata la parte sommitale della spiga (metodo del taglio), oppure steli integri da cui è stato “sgranato” il riso (metodo stripper).
Entrambi i microambienti che si formano con queste due tecniche possono costituire degli habitat ottimali per diverse specie di uccelli. In particolare le stoppie delle risaie costituiscono un ambiente di interesse naturalistico nel periodo delle grandi migrazioni autunnali.

 

Scopri le altre tappe della Strada del Riso:

1. Uso risorsa acqua
2. Preparazione campi e semina
3. Dalla terra al Cielo
4. Trattamenti e raccolta
5. La trasformazione del risone
6. Conservazione e degustazione