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Le campagne urbane

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13 maggio 2014 Il parco

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Un parco agricolo non può essere progettato come un normale parco in cui vengono disegnate forme e funzioni, scelti i materiali, i colori e quant’altro per essere poi costruito da un’impresa su richiesta di un committente.

Qui i “committenti” sono molti: gli agricoltori in primis, con i cittadini, le associazioni e le istituzioni locali. Inoltre ci sono condizionamenti esterni molto forti quali, ad esempio, la PAC (Politiche Agricole Comunitarie), gli andamenti del mercato dei prodotti alimentari, le politiche urbanistiche ed infrastrutturali ai vari livelli. E poi ci sono le “regole”, non scritte, della natura che sottendono a tutto questo.

Il progetto è quindi composto da una molteplicità di elementi, dei quali il disegno del parco è uno dei tanti. Di fatto si pone come un supporto su cui discutere insieme, all’interno di un percorso partecipativo che, probabilmente, non finirà mai. Perché un parco agricolo è un paesaggio in evoluzione, cambia al ritmo delle stagioni, ma cambia anche al mutare dei regolamenti, degli agricoltori che lo coltivano e delle persone che lo popolano e lo reinventano anche solo con la loro presenza, nel rispetto delle regole della natura e, quindi, dell’agricoltura che alla natura deve adattarsi.

Il progetto vuole recuperare lo spirito iniziale di uno sviluppo durevole legato alle risorse reali dei luoghi, che nell’area del Parco delle Risaie si sono mantenute quasi miracolosamente a testimonianza di un passato sempre più attuale, stante i grandi problemi legati alla scarsità di risorse naturali che l’umanità è chiamata ad affrontare nel millennio in corso. Per questo non può che essere un progetto di paesaggio, da costruire e condividere con chi il territorio lo vive e lo lavora, così come è avvenuto per il paesaggio agrario evolutosi sulle risorse presenti da sempre nel sud milanese che, insieme all’imprenditoria ed alla tecnologia hanno fatto la grandezza di Milano.

Per fare ciò il primo passo da fare è portare il Parco delle Risaie alla conoscenza dei cittadini per costruire una nuova alleanza tra città e campagna, in modo tale che la campagna torni ad essere percepita dai cittadini per quello che è: un luogo nel quale si conservano le risorse non rinnovabili, acque e suoli, e si coltivano le materie prime per la vita dell’uomo, gli alimenti, le tradizioni, la creatività regolata dalla necessità, i saperi primari, la biodiversità delle piante, degli animali e degli uomini, la cooperazione.

In sostanza si intende sviluppare e consolidare attività che già da alcuni anni sono presenti all’interno dell’area. Tutte le attività proposte hanno lo scopo di rendere il parco ed i suoi benefici accessibili ad un numero sempre più ampio di cittadini, compatibilmente con il mantenimento della ruralità del paesaggio stesso.

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